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Roma, Camera dei Deputati, 13 febbraio 2007
UTILIZZO DELLA STRADA FORESTALE
NEL COMUNE DI MONTE TRAMONTANA PER IL TRASPORTO DEL MARMO

Intervento di Marco Boato di illustrazione
Stenografico Aula in corso di seduta n. 108 di martedì 13 febbraio 2007Interpellanza 2-00067

PRESIDENTE. L'onorevole Boato ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00067 (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 6).

MARCO BOATO. Signor Presidente, debbo fare una correzione, ovviamente non diretta a lei, ma al contesto. Non si tratta del comune di Monte Tramontana, poco fa citato, essendo questo il comune catastale (vi è stato un errore nella trascrizione dell'interpellanza dal testo originario da me presentato), ma il comune è quello di Silandro, sempre situato in Val Venosta.

L'interpellanza che ho presentato insieme alla collega Francescato riguarda un problema puntuale (questa è d'altronde la caratteristica degli strumenti di sindacato ispettivo), ma inserito in una questione più generale (non a caso si tratta di un'interpellanza e non di un'interrogazione) perché riguarda la tutela di un ambiente naturale inserito nel Parco nazionale dello Stelvio, che quindi ha un rilievo di carattere nazionale, oltre a sollevare la questione che poniamo relativa a problemi di competenza delle autorità locali (i comuni interessati, in particolare il comune di Silandro) e della provincia autonoma di Bolzano. Proprio per questo motivo nel rivolgere le domande al Governo abbiamo fatto riferimento al rapporto con la provincia autonoma di Bolzano. Non vi è da parte nostra alcuna volontà di ledere, nel rapporto tra Parlamento e Governo, le competenze degli enti locali e della provincia autonoma di Bolzano, ma intendiamo porre un problema che, riguardando una zona compresa nel Parco nazionale dello Stelvio, investe anche responsabilità di carattere nazionale.

Si tratta dello sfruttamento delle cave di marmo di Covelano, in Val Venosta, nell'ambito del comune di Silandro e del comune catastale di Monte Tramontana, in una zona compresa nel Parco nazionale dello Stelvio.

In passato, quando queste cave di marmo erano sfruttate dalla Lasa marmo Spa, veniva utilizzata per il trasporto del marmo la tradizionale funicolare esistente nella zona limitrofa. Successivamente, anche dopo una serie di ricorsi alla giustizia amministrativa, l'autorizzazione allo sfruttamento di queste cave di marmo è stata attribuita ad un'altra azienda, la Tiroler Marmorwerke Srl di Laces, la quale ha ottenuto l'autorizzazione da parte della provincia di Bolzano alla coltivazione della Cava di marmo di Covelano. Fin qui nulla quaestio da parte nostra. Il problema si è aperto quando, al posto dell'utilizzo del tradizionale strumento funicolare, si è data l'autorizzazione, da parte del Consorzio del Parco nazionale dello Stelvio, sia pure per uso provvisorio - ma purtroppo in Italia, e anche il Sudtirolo è Italia, a volte rischia di non esserci nulla di più definitivo del provvisorio! -, della strada forestale del comune catastale di Monte Tramontana, appunto per il trasporto dei blocchi di marmo dalla Cava di Covelano fino a valle.

Nell'atto di autorizzazione per l'uso provvisorio della strada forestale del comune di Monte Tramontana, finalizzato come ho detto al trasporto dei blocchi di marmo, è espressamente indicato nelle premesse che tale sistema di trasporto ha carattere provvisorio sino all'individuazione di una diversa soluzione comune, cioè realizzata in comune dalle cave di Silandro e di Lasa, che è l'altro comune dove insistono altre due cave di marmo. Si tratta di una soluzione che prevede il potenziamento delle infrastrutture sinora utilizzate, cioè la teleferica o la costruzione di una nuova funivia.

Nonostante l'autorizzazione, come ho detto, sia stata concessa a titolo provvisorio alla Tiroler Marmorwerke Srl, la stessa azienda ha già fatto richiesta per poter continuare il trasporto su strada, non tenendo conto che tra le finalità del Parco nazionale dello Stelvio vi sono la protezione della natura - direi che queste sono le finalità prioritarie - e la tutela del paesaggio e che quindi, in contrasto con questo, il transito su strada di mezzi pesanti adibiti al trasporto del marmo causa sistematicamente un inquinamento da polvere e un danno all'ambiente circostante.

Pertanto, la collega Francescato ed io abbiamo presentato la presente interpellanza, affinché da parte del Governo nazionale, certo in rapporto con la provincia autonoma di Bolzano, ci sia una sollecitazione a non concedere proroghe a questo uso cosiddetto provvisorio della strada forestale e a porre invece le condizioni perché o la funicolare modernizzata o, come diceva l'autorizzazione all'uso provvisorio, una nuova funivia, possano essere utilizzate magari in comune tra le tre ditte escavatrici - quella di cui stiamo parlando e le altre due che operano nelle cave di marmo che insistono nel territorio limitrofo -, in modo da evitare che una situazione temporanea possa diventare col tempo definitiva, creando un grave danno ad un ambiente così prezioso, come quello compreso nel Parco nazionale dello Stelvio.

PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, Piatti, ha facoltà di rispondere.

GIANNI PIATTI, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. In relazione a quanto indicato nell'interpellanza n. 2-00067, il cui contenuto è stato richiamato poc'anzi dall'onorevole Boato, riguardante l'uso provvisorio della strada forestale di Monte Tramontana nel comune di Silandro, in provincia di Bolzano, per il trasporto a valle dei blocchi di marmo dalla Cava di Covelano nella Val Venosta e la richiesta della soluzione del problema sul trasporto dei materiali di cava attraverso la costruzione di una nuova funivia, si fa presente quanto segue.

Innanzitutto, è utile premettere che per gli impianti di trasporto di cui trattasi, come ricordava l'onorevole Boato, secondo il disposto dell'articolo 1, capo III, articolo 8, n. 18 del Testo unificato delle leggi sullo statuto speciale del Trentino Alto Adige, la competenza in materia di impianti di trasporto a fune (funivie e teleferiche), comprensiva della regolazione tecnica e dell'esercizio, nonché della relativa vigilanza, è della provincia autonoma di Bolzano.

Attualmente, la coltivazione del marmo di Lasa avviene nella cava Acqua bianca, nel comune di Lasa, per la quale la Lasa Marmo Spa è in possesso di autorizzazione fino al 30 settembre 2009.

La cava Jennwand della Lechner Marmor, invece, non è attiva, nonostante abbia un'autorizzazione valida fino al 12 febbraio 2011. Negli anni passati sono stati effettuati lavori di ricerca per verificare la qualità di marmo.

La cava di Covelano nel comune di Silandro, invece, è stata riaperta nel 2005 dalla Tiroler Marmorwerke in base al contratto stipulato con il comune di Silandro per trent'anni. La relativa autorizzazione provinciale è stata rilasciata fino al 2012.

Il trasporto del marmo dalla cava Acqua bianca verso valle avviene tramite l'impianto di trasporto privato della Lasa Marmo costituito da teleferica, ferrovia a scartamento ridotto e piano inclinato.

Quando la ditta Lechner Marmor ha fatto domanda di coltivazione del marmo, l'amministrazione provinciale ha prescritto che anche il materiale proveniente dalla cava Jennwand doveva essere trasportato con detto impianto privato (a piano inclinato). Considerato che la Lechner Marmor e la Lasa Marmo fino a questo momento non hanno preso alcun accordo per quanto riguarda l'uso comune del piano inclinato, la cava Jennwand non viene sfruttata.

Visto che la cava di Covelano fino all'anno 2000 è stata coltivata dalla Lasa Marmo, anche il materiale ivi estratto veniva trasportato a valle con il loro impianto di trasporto. Con il subentro della Tiroler Marmorwerke il trasporto del marmo avviene attraverso una strada forestale appositamente allungata fino alla cava di Covelano.

Per quanto esposto, da diversi anni i comuni di Lasa e Silandro, il parco nazionale dello Stelvio e la provincia autonoma di Bolzano, coinvolti nella problematica della coltivazione delle cave marmifere di Covelano, sono impegnati nella soluzione del problema del trasporto del marmo dalle cave al fondovalle.

La soluzione si è rivelata particolarmente difficile e, non essendo attualmente disponibile per il concessionario Tiroler Marmorwerke una possibilità di trasporto alternativo all'uso della strada forestale di Monte Tramontana, anche in considerazione del fatto che il comune di Silandro e il comune di Lasa, a seguito del rilascio della relativa concessione, devono garantire la possibilità di coltivazione della cava, con conseguente trasporto dei blocchi di marmo estratti a fondo valle, è stata rilasciata da parte del consorzio del parco nazionale dello Stelvio, al comune di Silandro, come ente pubblico, e non a favore della società Tiroler Marmorwerke, gestore della cava di marmo, l'autorizzazione per il transito provvisorio della suddetta strada forestale. Detta autorizzazione è stata rilasciata, con la validità di tre anni, il 2 marzo 2005 e contiene prescrizioni particolarmente precise e vincolanti, come, ad esempio: la quantità annua di trasporto, il periodo di trasporto, il numero massimo di trasporti giornalieri (massimo fino a quattro).

A garanzia del rispetto delle prescrizioni rese, è stato chiesto il deposito per una fideiussione bancaria per l'importo di euro 250 mila a favore del Consorzio del parco nazionale dello Stelvio.

L'autorizzazione potrà essere prorogata a seguito di motivata richiesta, si riterrà automaticamente revocata in caso di abusi o inosservanze e vigerà sino all'individuazione di una soluzione alternativa all'utilizzo della strada forestale citata.

Attualmente, si stanno valutando tre possibili alternative: provvedere al potenziamento dell'infrastruttura attuale utilizzata, che è di proprietà della Lasa Marmo Spa per poter trasportare il materiale proveniente da tutte e tre le cave esistenti sul territorio; rendere camionabile (è la seconda opzione) la strada esistente attraverso la frazione di Tarnello e, per non escludere la cava Jennwand, creare un collegamento con questa strada e prevedere un collegamento sotterraneo con la cava Acqua bianca; la costruzione di una nuova teleferica in posizione strategica per poter essere utilizzata da tutti i cavatori.

A tale proposito, occorre fare presente che manca un accordo tra i due comuni interessati che dovrebbero gestire l'impianto.
Competerà, invece, all'amministrazione provinciale esaminare la possibilità di concedere un eventuale contributo di investimenti.

Infine, si fa presente che non risulta pervenuta all'ente parco la richiesta di proroga da parte della società Tiroler Marmorwerke Srl per l'uso della più volte citata strada forestale per il trasporto dei blocchi di marmo.

Comunque, credo anche in sintonia con le sollecitazioni degli interroganti, sarà cura del Ministero che rappresento seguire attentamente la vicenda, anche per le implicazioni e le responsabilità nazionali relative al parco nazionale dello Stelvio, in modo che, nelle scelte da operare da parte dei soggetti competenti, venga privilegiata la strada sull'utilizzo del trasporto su fune, anziché su gomma, in modo da raggiungere una maggiore salvaguardia dell'ambiente.

PRESIDENTE. L'onorevole Boato ha facoltà di replicare.

MARCO BOATO. Signor Presidente, ringrazio il rappresentante del Governo per la dettagliata risposta che ha fornito, immagino ovviamente, come sempre accade in questi casi, anche sulla scorta di informazioni che, doverosamente, il Ministero competente avrà acquisito a livello della provincia autonoma di Bolzano.

Le informazioni che il sottosegretario ci ha fornito corrispondono al quadro che io stesso avevo delineato, anche con riferimento agli altri due elementi che avevo citato in modo sfumato, vale a dire l'esistenza di altre due cave nella zona limitrofa: la cava Acqua bianca nel comune di Lasa (per la quale la Lasa marmo, come lei ha ricordato, è in possesso di autorizzazione fino al 30 settembre del 2009) e la cava Jennwand di Lasa della Lechner Marmor che non è attualmente attiva. Il terzo aspetto, oggetto della nostra interpellanza, riguarda la cava di Covelano nel comune di Silandro.

Rispetto a ciò che ho affermato e che il Governo ha confermato (e lo ringrazio), vale a dire che, nel primo caso, vi è l'utilizzo di teleferica, di ferrovia a scartamento ridotto e piano inclinato, e, quindi, vi è l'uso di uno strumento di trasporto il meno impattante possibile con la realtà ambientale naturale del parco dello Stelvio, nel terzo caso, quello della cava di Covelano, oggetto della nostra interpellanza, siamo di fronte all'utilizzo di una strada forestale appositamente allungata fino alla cava di Covelano stessa. Vi è un'autorizzazione, come è stato detto giustamente dal Governo, che ha una validità di tre anni, a partire dal due marzo 2005 (quindi, scadrà il 1o marzo del 2008) e vi sono alcune condizioni che, a nostro parere - altrimenti non avremmo presentato l'interpellanza - sono comunque insufficienti a garantire la tutela dell'ambiente naturale e del territorio del parco nazionale dello Stelvio nella zona direttamente interessata.

È una situazione difficile e grave che numerosi abitanti hanno potuto rilevare, con un grave effetto di inquinamento sia in termini di polvere sia in termini acustici, con grave danno ovviamente per quella specifica realtà del parco dello Stelvio.

Pertanto, rispetto alle tre ipotesi prospettate, vale a dire il potenziamento dell'infrastruttura attuale (è una teleferica), per quanto riguarda la Lasa marmo, della strada esistente attraverso la frazione di Tarnello in modo da renderla camionabile, nonché la costruzione di una nuova teleferica, è evidente (mi pare che anche il rappresentante del Governo, sia pure in modo un po' sfumato, abbia espresso un giudizio preciso) che la seconda è inaccettabile.

In ipotesi (e non solo in ipotesi, perché si tratta di realizzarli) sono accettabili o il potenziamento delle infrastrutture attuali, in modo che possano riguardare le tre cave, tutte appartenenti ad aziende diverse come più volte ricordato, o la costruzione di una nuova teleferica (ovvero una delle precondizioni per l'autorizzazione provvisoria), utilizzabile anch'essa da tutte le cave di marmo.

Signor Presidente e signor rappresentante del Governo, nel ringraziare il sottosegretario per le informazioni fornite, con la mia replica vorrei in conclusione ricordare intanto che da parte nostra vi è attenzione alle competenze delle autonomie speciali. Io stesso provengo dal Trentino e sul Trentino insiste il Parco Nazionale dello Stelvio. Tuttavia, proprio perché da un lato vi è rispetto per le autonomie speciali e dall'altro massima considerazione per ciò che rappresenta il Parco nazionale dello Stelvio nonché per la tutela del paesaggio, della natura e dell'ambiente, dovrebbe partire - come in parte anticipato dal rappresentante del Governo (in proposito lo sollecito ulteriormente) - una forte sollecitazione (proprio perché si tratta del Parco Nazionale dello Stelvio) alla provincia autonoma di Bolzano - e tramite questa, ai comuni di Silandro e Lasa - affinché si trovino gli opportuni e necessari accordi per arrivare al potenziamento della rete teleferica attuale o alla costruzione di una nuova infrastruttura. In ogni caso, né il consorzio del parco né la provincia autonoma di Bolzano devono dare alcuna proroga all'utilizzazione di una strada interna alla Parco dello Stelvio, quando ci si potrebbe comportare come in passato è sempre stato fatto. Non chiediamo di chiudere o sopprimere questo lavoro, ma di renderlo compatibile con il rispetto dell'ambiente tramite impianti a fune: o con quelli già esistenti e potenziati oppure con uno nuovo, utilizzabile da tutte e tre le cave interessate.

 

  Marco Boato

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